Investimenti tematici

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Analisi a cura di

Nella moderna teoria di portafoglio, creata da H. Markowitz, viene introdotta l’idea della diversificazione come strumento per ridurre il rischio dell’intero portafoglio senza rinunciare a rendimenti elevati. E’ un tentativo di ottimizzare il rapporto rischio-rendimento. Al fine di aumentare le scelte di diversificazione, nascono gli investimenti tematici (IT). Gli IT rispondono però anche ad altre esigenze. Gli analisti/ricercatori li propongono perché ricalcano delle tendenze strutturali, delle macro tendenze, che sono in grado di generare un incremento di valore sul lungo termine in modo indipendente dalle condizioni e dagli eventi economici. L’IT si distingue come “alternativa ai rischi ciclici” e non essendo agganciato agli indici di riferimento vincolanti, sta guadagnando terreno all’interno dei portafogli perché mira appunto a generare un extra-rendimento. L’IT è adatto agli investitori che “hanno un orizzonte d’investimento a lungo termine” e che vogliono distinguersi dall’investimento classico che ricopre per es. il 100% di un indice di borsa. La scelta di un IT può essere motivata dalla volontà di escludere dei settori invece coperti dagli indici e anche dal fatto che si creda nella performance di una determinata macro tendenza. Alla base di un IT vi è una forte capacità di analisi e quindi sono principalmente le banche o i fondi specializzati che si dilettano ad indentificare i temi. Fra questi macro temi per gli investimenti azionari vi è l’invecchiamento demografico (“silver economy”), il benessere e gli stili di vita, il lusso, le operazioni societarie, le risorse globali, l’agricoltura. Vi è un tema che fra gli addetti ai lavori va per la maggiore ed è quello della “disgregazione (disruption)” che si fonda sulla selezione di società che hanno un effetto “dirompente” grazie alla loro capacità di trasformare il mercato a prescindere dal settore in cui operano. In questo ambito, la settimana scorsa la stampa specializzata anglosassone ha dato ampio risalto ad una ricerca di 152 pagine della Bank of America che identifica 14 tecnologie che “potrebbero cambiare le nostre vite e accelerare l’impatto dei megatrend globali”. Si tratta di visioni, chimere ma anche di progetti concreti che potrebbero trasformare e disgregare più settori contribuendo al prossimo grande ciclo di crescita legato alla tecnologia. Eccone alcuni esempi. 6G: La prossima generazione di reti di telecomunicazioni sarà necessaria in meno di un decennio poiché i dati continuano a crescere in modo esponenziale e il 5G raggiunge la sua capacità massima.  Intelligenza artificiale emotiva: è progettata per catturare, analizzare e rispondere alle emozioni umane e per simulare e prevedere i pensieri umani. Veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticali che potrebbero fornire una soluzione di trasporto e di mobilità alternativa a infrastrutture obsolete e a strade trafficate in contesti urbani”. Ologrammi: una tecnologia in grado di creare un ambiente simulato attraverso proiezioni di immagini luminose che consentiranno a tutti di riunirsi in un’unica stanza virtuale, senza dover lasciare la propria posizione fisica. Metaverso: una futura iterazione di Internet, composta da spazi persistenti, condivisi in 3D collegati in un universo virtuale. Potrebbe comprendere innumerevoli mondi virtuali che interagiscono tra loro, così come il mondo fisico e mercati in trasformazione, come i giochi, la vendita al dettaglio, l’intrattenimento. Batterie di nuova generazione: sebbene le batterie al litio siano la principale tecnologia per i veicoli elettrici, vi sono alternative come lo stato solido, il flusso di vanadio, gli ioni di sodio. OceanTech: come possiamo aumentare la sostenibilità dell’economia oceanica sfruttandone i benefici? Le soluzioni potrebbero includere l’energia oceanica, l’acquacoltura terrestre e la pesca di precisione utilizzando l’intelligenza artificiale. Green Mining: la transizione da un’economia ad alta intensità di carbonio condurrà ad un’economia ad alta intensità di metalli. Soluzioni minerarie ecologiche come l’estrazione in acque profonde, l’agricoltura, l’estrazione di acque reflue e l’estrazione di asteroidi potrebbero fornire soluzioni meno inquinanti e distruttive man mano che la sete di metalli dell’economia verde cresce. Cattura e stoccaggio del carbonio: rispetto all’attuale imboschimento, soluzioni geo-ingegneristiche permetteranno la rimozione defintiva di CO2. Lo abbiamo capito, gli IT sono il frutto di passione, di ricerca e ci permettono di stare al passo con i tempi.

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